Alessandra Palombo e il Festival Capoliveri Haiku

Festival capoliveri Haiku

Dopo il successo del Festival internazionale Capoliveri Haiku

2011, abbiamo deciso di intervistare Alessandra Palombo, scrittrice e poetessa, a proposito del valore culturale di questo progetto.

Alessandra Palombo è laureata in lettere e filosofia, ha pubblicato vari articoli di storia, libri di poesia, opere e pubblicazioni, inoltre collabora ad un blog letterario collettivo.

Alessandra ci dice che l’Isola

d’Elba ha una ricca tradizione letteraria e, in generale umanistica, dalla quale sono usciti autori e giornalisti di fama nazionale e internazionale e moltissimi autori, poeti e narratori. Purtroppo però a quest’inclinazione letteraria della popolazione non corrisponde una

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pari attenzione delle amministrazioni locali.

Infatti sono soltanto due gli eventi annuali dedicati alla mondo delle belle lettere che si svolgono sull’isola: Il Premio Letterario Internazionale dedicato a Raffaello Brignetti e il Concorso Internazionale Haiku di Capoliveri. Il primo coinvolge gli isolani che fanno parte della giuria letteraria permettendo loro di leggere e votare le opere selezionate dalla Giuria Letteraria, il secondo offre, oltre a un vero e proprio Festival della Poesia, la possibilità a tutti gli scrittori, italiani e stranieri, di cimentarsi con questo genere di poesia originario del Giappone, ma ormai molto popolare in tutto il mondo.

Devo dire che provare a scrivere haiku è una sfida con se stessi: esprimersi in soli tre versi composti da 5-7-5 sillabe non è facilissimo.

Ho iniziato a partecipare al concorso sin dalla prima edizione perché volevo dare il mio contributo a una manifestazione di cui riconoscevo la qualità come evento culturale e la validità come manifestazione turistica. Del resto l’organizzatore Giorgio Weiss e la sua agenzia il Parnaso, parafrasando una vecchia pubblicità, sono sinonimi di qualità. Basta andare sul sito di Giorgio Weiss per rendersi conto del suo spessore culturale, sia come poeta, che come organizzatore di manifestazioni culturali e programmi televisivi dedicati alla poesia.

Con mia grande e piacevole sorpresa al Concorso sono risultata vincitrice due volte, ma l’esperienza è stata interessante e costruttiva per un’altra ragione: ho potuto infatti leggere haiku scritti da poeti di tutta Europa e comprendere come quest’antico componimento poetico giapponese possa essere utilizzato nel mondo occidentale per esprimere emozioni, descrivere paesaggi, raccontare storie.

Vincere è gratificante, ma leggere e confrontarsi con autori di tutta Italia e di altri Paesi Europei è molto interessante per chi ama la poesia.

Inoltre nelle antologie che il Parnaso e il Comune di Capoliveri pubblicano, dopo ogni edizione del concorso, con le opere dei vincitori e dei componimenti degli autori selezionati sono stati talvolta riportati haiku scritti da grandi poeti e scrittori, come Jorge Luis Borges o Edoardo Sanguineti, tanto per citarne alcuni.

Come me, sono risultati vincitori altri elbani, ma non perché il Concorso si svolge qui all’isola, ma perché come mi disse Weiss meritavano veramente di vincere.

Alessandra ci fa notare che la tradizione letteraria dell’isola riaffiora e per questo ben vengano concorsi di poesia seri e di qualità come quello di Capoliveri che gratuitamente permettono agli elbani di esprimere la loro creatività in versi.

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